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Di seguito alcune poesie cosí come
riportate nei libri di Carlos Castaneda.
Da
«Viaggio a Ixtlan»
Il Viaggio Definitivo
… E io partirò.
Ma gli uccelli rimarranno,
e canteranno: e il
mio giardino rimarrà,
con il suo albero
verde, con l’acqua del pozzo.
Molti pomeriggi i cieli saranno blu, sereni,
e le campane nel
campanile rintoccheranno
come rintoccano
questo pomeriggio.
Le persone che mi
hanno amato se ne andranno
e la città si
vestirà a festa ogni anno.
Ma il mio spirito vagherà sempre nostalgico
nello stesso
recondito angolo
del mio giardino
fiorito.
Juan Ramón Jiménez
Da «L’Isola del Tonal»
Pietra
Nera su Pietra Bianca
Morirò a Parigi
in un giorno di pioggia,
in un giorno che
già mi ricordo.
Morirò a Parigi -
non fuggirò –
forse d’autunno,
un giovedì, come oggi.
Sarà un giovedì,
perche oggi,
il giovedì in cui
io scrivo,
le mie ossa se lo
sentono,
e mai come oggi,
per tutta la mia strada,
mi sono visto così solo.
César
Vallejo
Da «Il Dono
dell’Aquila»
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Mi chiedo cosa
stia facendo a quest’ora
la mia dolce Rita
delle Ande,
dei canneti e dei
ciliegi selvatici.
Ora che questo
tedio mi soffoca e il sangue mi si è assopito,
pigra acquavite
del mio essere.
Mi chiedo cosa
stia facendo con quelle mani
che, quasi in
penitenza,
eran solite
stirare inamidati candori,
nei pomeriggi.
Ora che questa
pioggia mi porta via il desiderio di continuare.
Mi chiedo che ne
è della sua gonna con gli smerli;
dei suoi travagli;
della sua andatura;
del suo profumo di
canna da zucchero primaverile, di là.
Dev’essere sulla
soglia,
intenta a guardare
una nuvola veloce.
Un uccello di
macchia sui tegoli del tetto manda un richiamo;
E con un brivido
lei dirà, alla fine: «Gesù, che freddo!».
César
Vallejo
Muerte
Sin Fin
Oh che gioia
accecante
quale brama
esaurire
l’aria che
respiriamo,
la bocca,
l’occhio, la mano.
Quale voglia
bruciante
Consumare fino in
fondo tutto di noi
in un unico
scoppio di riso .
Oh, questa morte
sfrontata, insolente
che ci uccide da
lontano.
Con il piacere che
proviamo morendo
per una tazza di tè
…
per una lieve carezza.
José
Gorostiza
Da «Il Fuoco dal
Profondo»
Ora Immensa
S
Solo una campana, un passero, turbano la pace…
Sembra che i due parlino con il tramonto.
D’oro è il silenzio. Di cristallo la sera.
I freschi alberi culla un puro alito.
E, al di là di tutto, un limpido fiume sogna
di scorrere verso l’infinito in una cascata di
perle…
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Hora
Immensa
Solo turban la
paz una campana, un pájaro…
Parece que los
dos hablan con el occaso
.
Es de oro el
silencio. La tarde es de cristales.
Mece los frescos
árboles una pureza errante.
Y, más allá de
todo, se sueña un rio limpido
que,
atropellando perlas, huye hacia lo infinito…
Juan
Ramón Jiménez
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La
Valentina
Se perchè bevo
tequila,
domani berrò
sherry.
Se perchè mi
vedi ubriaco,
domani non mi
vedrai più.
Valentina,
Valentina,
sono qui ai tuoi
piedi
se devono
uccidermi domani,
che mi uccidano una volta per tutte.
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La
Valentina
Si porque tomo tequila,
mañana tomo jerez.
Si porque ma ves borracho,
mañana ya no me ves.
Valentina, Valentina,
rendido estoy a tus pies.
Si me han de matar mañana
Que me maten de una vez.
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Da «Il Potere del
Silenzio»
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Sono io stanotte a
camminare
nella mia camera o
forse il mendico
che s’aggirava
furtivo nel mio giardino
all’imbrunire?
Mi guardo intorno
e trovo che tutto
è lo stesso e non
è lo stesso…
Era spalancata la
finestra?
Non mi ero già
addormentato?
Non era
verde-tenero il giardino?…
Il cielo era
azzurro terso…
E ci sono nuvole
e soffia il vento
e il giardino è
cupo e malinconico.
I miei capelli
erano neri, credo…
ero vestito di
grigio…
E sono grigi i
miei capelli…
e sono vestito di
nero…
È questo il mio
passo?
Questa voce, che
prende suono dentro di me,
ha i ritmi della
mia voce di una volta?
Sono io o sono il
mendico
Che s’aggirava
furtivo nel mio giardino
all’imbrunire?
Mi guardo
intorno… Ci sono nuvole e soffia il vento…
Il giardino è
cupo e malinconico…
Io vengo e vado…
non è vero
che mi ero già
addormentato ?
I miei capelli
sono grigi… E tutto
è lo stesso e non è lo stesso…
Juan
Ramón Jiménez
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… questo
incessante ostinato morire,
questa morte
vivente,
che ti uccide, oh
Dio,
nel tuo rigoroso
lavoro,
nelle rose, nelle
pietre,
nelle stelle
indomabili
e nella carne che
brucia
come un falò
acceso da un canto,
un sogno,
un colore che
salta agli occhi.
… e tu, proprio
tu,
forse sei morto
lunghe eternità laggiù,
a nostra insaputa,
noi residui,
briciole, ceneri di te,
tu, che sei ancora
presente
come una stella
falsata dalla sua stessa luce,
una luce vuota
senza stella
che giunge fino a
noi
celando
la sua catastrofe
infinita.
José
Gorostiza
Da «L’Arte di Sognare»
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Ho desiderato
allontanarmi
dal sibilo delle
trascorse menzogne
e dall’urlo
eterno degli antichi terrori
che più mostruoso
ingigantisce mentre il giorno
s’inabissa oltre
le colline del mare profondo…
Ho desiderato
allontanarmi ma ho paura:
un alito di vita,
ancora uno spento, potrebbe esplodere
dalla vecchia
bugia che brucia ai miei piedi,
e, scoppiando alto
nell’aria, spegnermi lo sguardo.
Dylan
Thomas
La canzone che segue è la
colonna sonora del film, della serie James Bond, " si
vive solo due volte".
Piaceva molto a Don Juan, che
cambiava la parola amore con la parola libertà.
Si
vive solo due volte (you only live twice)
Si vive solo due volte
o così almeno sembra.
Una volta per te stesso
e una per i tuoi sogni.
Scivoli attraverso gli anni
e la vita ti sembra senza
sorprese.
Finchè un sogno appare
e libertà è il suo nome.
E libertà è uno sconosciuto
che ti fa un cenno.
Non pensare al pericolo
o lo straniero sparirà.
Questo sogno è per te
quindi pagane il prezzo.
Trasforma un sogno in realtà.
Barry-Bricusse
SOLEDAD INFINITA... INFINITA
SOLEDAD....
Hoy me siento muy sola, he estado todo el día sin mis sere s queridos,
aquellos que siempre me rodearon y... los hecho de menos....
Pero a la vez (paradógicamente)...esta tremenda soledad...infinita....me
lleva a...
sentir que no tengo nada...que no poseo a nadie...
Y entonces... zas!!!
se produce el milagro!!!
todo...cobra valor. Por más insignificante que sea.
Todo es hermoso....
Una canción, una palabra, el silencio, el estruendo,
una sonrisa o un gruñido, una voz conocida o... desconocida,
un ser conocido o el extraño que aparece de repente.
Y hasta la voz de mi mayor enemigo, al teléfono....
es el mejor de los regalos....
Me quedo sola frente al... Infinito
y siento una infinita añoranza
un anhelo... infinito
una comezón, en el plexo solar...
como si estuviera a punto de tocar algo o a alguien...
tocar lo intocable, lo insondable...
palpar algo desconocido,
algo misterioso, que no se que es...
Pero, lo intuyo...
Lo presiento...
Está ahí....tan cerca...
y tan lejos a la vez...
El sonido de una canción me transporta...
al... Espacio Infinito
más allá de las... estrellas.
Suena el estribillo de una canción
con voz indescriptible,
que surge mas allá del... corazón.
"Me gusta volar, volar y... volar...
quiero conocer las... estrellas"
Me atreveré?
Quizás, quizás, quizás.........
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